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travel blogger deve essere diplomatico quando parla di viaggi

Non hai idea di quante volte mi sono imbattuta in articoli di viaggio pessimi. C’è chi scambia la verità con la critica e l’essere polemici creando dei pezzi orrendi, senza senso e che non fanno altro che mettere in cattiva luce le culture altrui. Quando il travel blogger parla dei suoi viaggi, sia che lo faccia sui social, sul blog, in diretta o su un quotidiano deve dimostrarsi diplomatico. Fa parte dell’essere professionisti e non trovo giusto buttare fango sugli altri popoli e paesi solo perché a qualcuno non sono andati giù, idem per il cibo che si assaggia all’estero o per la struttura in cui si ha soggiornato.

I gusti sono gusti e trovo scorretto scambiare un blog per un account di Trip Advisor. D’altra parte perché dovrebbero pagarci se la nostra scrittura assomiglia a quella di un recensore inacidito, snob e che non gli va mai bene niente?

Il travel blogger deve essere diplomatico quando parla di viaggi?

La figura del travel blogger è nata per ispirare, per elogiare, per vedere il lato positivo e per aiutare i viaggiatori da dietro uno schermo. Il blog non è un forum in cui dare libero sfogo alla propria frustrazione e aggressività quindi se anche tu vuoi diventare un travel blogger con la T maiuscola, sappi che questa è una delle prime regole per scrivere bene e per stipulare delle partnership con enti del turismo, hotel, brand e organizzazioni ricettive che lavorano con il turismo.

Ognuno di noi ha una sua opinione e sinceramente è giusto così. Il mondo è bello perché vario! Mi è capitato tante volte che qualche utente sui social, mi chiedesse se ero stata in un posto specifico e se mi fosse piaciuto. Tralasciando il fatto che i miei genitori, a prescindere da questo lavoro, mi hanno educata ad essere sempre sincera, posso assicurarti che, anche se cerco di rispettare chi è diverso da me e di apprezzare ogni luogo che visito, non sempre mi sono trovata a mio agio o tornerei in una zona del pianeta che non mi ha entusiasmata ma questo non mi ha mai trasformata in un recensore.

Quando scrivo un articolo cerco sempre di esaltare ciò che quel paese ha realmente da offrire e questa qualità ho dovuto affinarla nel tempo e con tanta tanta pazienza. Non è stato per niente facile ed è faticoso restare obiettivi e oggettivi. Tuttavia se non possiedi questi due qualità perché tendi sempre a criticare, a lamentarti e a vedere il peggio nelle cose cambia prospettiva di carriera.

Oltre a questo non credi che sia noioso e pesante leggere un articolo pieno di critiche? Soprattutto se avevi una voglia pazza di partire per un determinato paese e per puro caso sei atterrata/o su un articolo in cui trovi solo frasi sgarbate e scritte da qualche snob. Esprimersi con diplomazia sui social e sugli articoli che scrivi, aiuterà la tua community di lettori e follower a prenderti sempre sul serio e non contribuirai a sporcare il nome dei travel blogger come hanno fatto alcuni.

Diplomatici si, dispregiativi no

Ammettere che non ci si è trovati bene in un posto non è sbagliato, lo è se viene spiegato con frasi di disprezzo o con appellativi razzisti. “Mi fa schifo quella città”, “Non sopporto quella razza”. Queste sono affermazioni del tutto fuori luogo che spesso si leggono nei commenti sotto qualche foto di viaggio e credimi, trattenere dei sonori “ma va a cagare” non è facile ma cerco sempre di evitare e di lasciare le persone nella loro ignoranza e triste vita.

Il Travel Blogger deve essere diplomatico quando parla dei viaggi che ha fatto in passato, soprattutto se in futuro vuole sperare di essere contattato da tour operator, agenzie di viaggio ed enti del turismo per la promozione di un territorio. Chi fa questo lavoro non sceglie le mete o i paesi. Gli viene fatta una proposta via mail che deve accettare o rifiutare. D’altra parte è un lavoro non una vacanza ed è giusto farlo nel migliore dei modi.

Come diceva una vecchia pubblicità: “L’equilibrio è il profumo della vita” ed è una delle mie frasi preferite. 

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In viaggio con me

C'è tanta gente infelice che tuttavia non prende l'iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l'animo avventuroso di una donna non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l'avventura.

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