Il viaggio che mi ha condotta alla ferrovia della morte mi ha cambiato la vita e mi resterà scolpito nel cuore fino alla fine dei miei giorni. L’avventura che ho vissuto è stata incredibile, emozionante, piena di paure, pazzie e di sorrisi.

ferrovia della morte
Il treno che parte dalla cittadina di Kanchanaburi e attraversa la giugnla

Il mio blog si rivolge a lettori e  viaggiatori che vogliono vedere luoghi meno ordinari e meno conosciuti. E’ anche vero che mi rivolgo a chi vuole vivere un’esperienza all’insegna dell’ignoto come quella che ho vissuto qui.

Quando sono stata lasciata dal mio autista nella cittadina di Kanchanaburi credevo di trovarmi già nei pressi della “ferrovia della morte”. Purtroppo e per fortuna per noi blogger, le guide turistiche non sempre forniscono i dettagli precisi per giungere in una destinazione e per questo esistiamo noi Travelers, che siamo sempre pronti a spiegarvi passo passo tutto il nostro percorso.

Ora vi racconto.

Scesa dal taxi ho cominciato ad incamminarmi ai lati della ferrovia.


Cammino per molti minuti alla ricerca della Death Railway, senza alcun risultato. Inizio ad agitarmi. Quando prometto di mostrare un itinerario ai miei lettori devo mantenere la promessa a tutti i costi. Spolvero il mio inglese e inizio a fermare passanti e turisti mostrando l’immagine che vedete, per capire come raggiungere la meta.

Mi indicano tutti una baracchina che avevo scambiato per un negozietto di souvenir. Mi avvicino e capisco che si tratta della biglietteria, che per come è strutturata, fa molto anni ottanta. Mi nasce spontaneo un sorriso di gioia perché ho sempre trovato affascinante quell’epoca e visitando buona parte di questi paesi mi sembrava di essere tornata indietro nel tempo.

Arriva il mio turno per pagare la tratta e per non commettere errori, tiro fuori dallo zaino il mio telefono e faccio vedere il punto esatto che voglio visitare.

Il venditore con molta gentilezza mi tira fuori un biglietto stampato e mi mostra tutte le fermate che farà il treno, cerchiando la mia. Le conto e sono precisamente quattro fermate. Mi indica con la matita anche l’orario di rientro a Kanchanaburi così da essere puntuale.

Pago il biglietto tutta contenta e all’improvviso mi assalgono mille dubbi. “Selly tu hai il terrore dei mezzi pubblici. Hai davvero comprato un ticket per salire su un treno antico, mai preso prima e che non sai dove ti porterà”? Mi aspettavo di trovare subito alla ferrovia della morte, scattare delle foto, fare qualche live sui miei canali social e tornare a Bangkok.

Invece no.

Devo prendere un treno. Io odio i treni. Mi spaventano in Italia figuriamoci qui, in un posto in cui non conosco la lingua, per niente all’avanguardia ad aspettare un treno che risale ai tempi della guerra.

Se fa ritardo? Se sbaglio fermata? Se mi sbaglio a pagare il ritorno e mi fanno una multa, dove la pago? Arriva il treno, ovviamente tutto colorato, e mi tranquillizzo subito.


Un treno bizzarro ma efficiente

Il viaggio durerà un’ora, quindi mi rilasso osservando il panorama dal finestrino che si affaccia sulle risaie e campi Thailandesi.  Al momento della salita, mi accorgo da subito che il treno è privo di porte e vetri. Al posto dell’aria condizionata ci sono delle ventole. Ero troppo eccitata. La paura era sparita completamente.

Osservo l’ambiente intorno a me accorgendomi della decadenza del mezzo pubblico, che un tempo, giungeva fino in Birmania mentre oggi giorno viene utilizzato dai bambini per andare a scuola. I sedili sono rovinati e scomodi ma ritengo un onore essermici seduta e inizio a fare il conto alla rovescia dei minuti perché non vedo l’ora di giungere alla ferrovia della morte.


Il mio quasi arrivo alla strada ferrata

Finalmente sento che il treno sta rallentando per la quarta volta e inizio velocemente a raccogliere tutte le mie cose per poter scendere. Si ferma. Dopo 20 secondi riparte. Mi assale un attacco di panico. Inizio a gridare: ” La mia fermata! La sto perdendo”! Come ha potuto restare fermo per cosi poco tempo ? Ora mi butto. Non voglio perdere il servizio fotografico e la possibilità di fare un ottima esperienza e di scrivere un ottimo reportage.

Mi dirigo correndo verso la prima uscita per buttarmi dal treno in movimento. Un turista Italiano sente quello che sto per fare e vede e mi blocca tirandomi per i vestiti. Mi rassicura che il mezzo voleva solo rallentare per permettere ai turisti di fare video e foto al punto della ferrovia tanto ricercato. Inoltre per motivi di sicurezza non è prudente oltrepassare la ferrovia ad alta velocità.

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Tiro un sospiro di sollievo e mi butto con tutto il corpo fuori dal finestrino per fare video e foto a volontà contenta e felice di avercela fatta. Per chi avesse tanto coraggio può incamminarsi sulle rotaie per fare foto più panoramiche e vedere più da vicino le assi discostate. Vi state chiedendo se ho avuto questo coraggio? Sì, amici. L’ho avuto.


La mia fermata

Appena scesa i miei occhi si sono riempiti di lacrime; attorno a me la giungla. Incontaminata. Piena di suoi rumori e profumi.

I miei pensieri vanno subito agli schiavi costretti a costruire la ferrovia, immersi nella vegetazione selvaggia e subendo un clima afoso in condizioni lavorative complicate che hanno causato la morte di moltissimi uomini. Da qui deriva il nome “ferrovia della morte”.

Inizio ad esplorare il posto che mi circonda e trovo subito una grotta che mi incuriosisce. Scopro che in realtà è un tempio dove trovo qualche fedele a pregare. Non so da chi sia stato costruito, ma essendoci un villaggio di venditori posso immaginare che gli abitanti abbiano sentito un forte bisogno spirituale, tanto da adibire un piccolo tempio.


Death Railway

viaggio alla ferrovia della morte

Uscita dalla grotta ho subito raggiunto la piattaforma per fare le foto al punto cruciale della ferrovia. Potete facilmente capire, guardando i binari sconnessi, uno dei motivi del nome “Death Railway”.

 

Il fiume Kwai è davvero immenso e offre a chiunque lo visiti un panorama meraviglioso. Ci sono vari sentieri per scendere fino a riva  e fare delle foto panoramiche del posto. Un’esperienza che consiglio di fare è quella di arrivare con il treno e tornare risalendo le acque del Kwai con la barca. Arriverete nel centro cittadino di Kanchanaburi.

Per chi vuole fermarsi almeno una notte e dormire a contatto con la natura può alloggiare nel resort di fronte la ferrovia della morte. E’ molto caratteristico perché appena scende la notte è privo di elettricità, trasportandoti al 100% dentro la cultura del popolo e avvolgendoti nei suoni della giungla. Solo vivendo come vive il popolo lo si capirà sino in fondo…


Il viaggio verso la ferrovia della morte mi ha cambiata dentro. Ha accresciuto la fiducia in me stessa e la mia passione per le avventure. Ho capito quale fosse lo scopo principale del mio blog e della mia vita. Vivere di viaggi all’avventura. Ho capito che per quanto il mondo sia grande è anche piccolo abbastanza per arrivare in qualsiasi luogo si desideri vedere. Organizzando questo viaggio in Asia ho realizzato il mio sogno. Ho capito chi sono e cosa voglio essere; una viandante.

In viaggio con me

C'è tanta gente infelice che tuttavia non prende l'iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l'animo avventuroso di una donna non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l'avventura.

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