Il progresso ha i suoi vantaggi e svantaggi, anche il mondo del viaggio ha subito le sue giuste e sbagliate modifiche. Oggi analizziamo le differenze del viaggio anni 90 e moderno.

 

Il protagonista di questo articolo è il tempo. L’avanzare del tempo ha sicuramente migliorato la nostra vita sotto molti aspetti; ad esempio ci ha permesso di poter viaggiare più spesso ma soprattutto low cost.

Negli anni 80/90 si viaggiava utilizzando due mezzi: treno ed auto. Viaggiare non era per chiunque, dato che non esistevano ancora compagnie aeree low cost e il mondo digitale stava da poco mettendo le radici. Non esistevano neanche valigie comode e facilmente trasportabili come quelle che abbiamo ora, munite di rotelle e manico.

Anche “fare” la valigia era diverso. Durante gli anni 90 dovevi portarti beni di prima necessità, perché se andavi in una “casa vacanza”, la maggior parte delle volte la ritrovavi vuota. Oggi gli appartamenti dati in affitto ai villeggianti sono attrezzatissimi, essendo diventato un business.


Con chi si viaggiava negli anni 90

Oggi è diventato di moda viaggiare da soli, viaggiare senza portarsi dietro i propri figli e viaggiare con gli amici. Negli anni 90 si viaggiava in famiglia. Non si viaggiava semplicemente con mamma, papà, sorelle e fratelli.; l’invito si estendeva a zii, cugini e nonni.

Negli anni 90, non si organizzavano tour alla scoperta del posto in cui si trascorreva la vacanza. Si restava fissi in un posto, guardando lo stesso mare, calpestando la stessa sabbia e mangiando lo stesso cono gelato per tutta l’estate. Inoltre la vacanza durava quasi un mese e non solo due settimane o meno. C’erano valori diversi rispetto alla famiglia e al lavoro.

Oggi, grazie alle compagnie aeree, ai motori di ricerca low cost e alle agenzie di viaggi, è sempre più facile trovare pacchetti last minute convenienti per spostarti in diverse zone del mondo.


Negli anni 90 ci si godeva la compagnia e la vacanza

Vent’anni fa, quando internet era ancora per pochi e non esisteva ancora WhatsApp, nessuno ti diceva: “manda una foto quando arrivi”. Semmai “manda una cartolina”. Oggi, per esempio, va di moda prendere una calamita.

Ti sapevi godere la compagnia di chi viaggiava con te, mentre oggi con la diffusione dei social media, che ribadisco, forniscono vantaggi e svantaggi, la prima cosa che fai quando arrivi in un luogo sconosciuto è scattare una foto e mandarla subito ad amici e parenti e ovviamente postarla su Instagram, Facebook e Twitter.

Come spiega la canzone intitolata: “L’esercito del selfie”, oggi la prima cosa che controlliamo quando atterriamo su un isola o in una città è il wifi, me compresa. Oggi il modo di vivere un viaggio è radicalmente cambiato rispetto a 10, 20, 30 anni fa.

La nostra creatività è andata un po’ scemando. Ci si diverte meno e soprattutto pensiamo che l’unica fonte di svago sia quella di accedere sempre e comunque ad internet.

Quando io ero piccola si passavano ore a giocare a racchettoni, a pallavolo dentro l’acqua, si giocava a carte sotto l’ombrellone, si facevano lunghe passeggiate in riva al mare e si gonfiava un materassino giocando tutto il giorno dentro l’acqua.


Negli anni 90 non esisteva Google maps

Prima di partire per un viaggio, mio padre stava qualche giorno a studiarsi la cartina essendo che google maps, non era ancora stato inventato e il tom tom era uno strumento che potevano permettersi solo le persone ricche e benestanti.

Si viaggiava tenendo sotto mano una cartina, tenendo sotto controllo le indicazioni stradali e chiedendo informazioni ai passanti. Insomma, la carta era ancora la protagonista. Oggi è tutto digitalizzato, persino i biglietti aerei. Per possedere i ricordi del tuo viaggio o eri fortunato da permetterti una macchina fotografica, dovendo fare attenzione a cosa scattare per non terminare la memoria.

Non esistevano gli smartphone che oggi ci consentono di tenere tutto online.


Queste sono le principali differenze fra come si viveva un viaggio negli anni 90 e come lo si vive ed organizza oggi.

 

In viaggio con me

C'è tanta gente infelice che tuttavia non prende l'iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l'animo avventuroso di una donna non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l'avventura.

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