Quando ho iniziato ad appassionarmi allo Sri Lanka ho iniziato a seguire tantissimi hastag su Instagram, per scoprire il paese tramite i viaggiatori e stilare il mio itinerario. Un giorno vidi la foto di una ragazza con un cestello sulle spalle che buttava al suo interno delle foglie verdi, così mi incuriosii e iniziai a fare delle ricerche.

Fabbrica del té
Qui ero impegnata nella raccolta del té, in una piantagione ad Ella

Poco dopo scoprii che si trovava in una piantagione a ridosso di una fabbrica di té e che stava raccogliendo le foglie per imparare una delle tradizioni più importanti affidata alle donne cingalesi. Questa cosa mi fece impazzire e promisi a me stessa che avrei fatto un’esperienza simile anche io al mio arrivo sull’isola. In fin dei conti il viaggio mi deve lasciare qualcosa; ricordi importanti, conoscenza e approfondimenti culturali e tanto altro. Se non testiamo tutto questo sulla nostra pelle che viaggio sarebbe?

E finalmente arrivò Marzo. Biglietto tra le mani e KEEP CALM AND GO TO SRI LANKA BABY!!! Una volta arrivata ad Ella vidi una signora tutta sola immersa nelle piantagioni, così decisi di mantenere la promessa fatta a me stessa e di provare la raccolta del té. Fu bellissimo. Non tanto per il tipo d’attività quanto per aver tentato di capire gli usi e costumi del popolo. Consiglio sempre ai miei lettori di provare a mescolarsi con le differenze culturali. La crescita personale, emotiva e intellettuale è inevitabile e fondamentale per tutti gli uomini!


Visita alla fabbrica del té; ecco come viene lavorato

Parliamo in primis della pianta e di come vengono piantati gli arbusti; per permetterle una crescita naturale e senza costrizioni, devono essere seminati a circa un metro e mezzo di distanza l’uno dall’altro e vengono scelti terreni in rilievo per facilitare l’irrigazione.

Durante la visita alla fabbrica del té ci hanno spiegato che il processo di raccolta è molto delicato. Bisogna strappare le foglie con il bocciolo che si trova nella parte centrale e solitamente il loro colore è verde chiaro, essendo nate per ultime. La pianta impiega al massimo due settimane per tornare a germogliare ma grazie al clima favorevole che l’isola offre si può raccogliere il té in ogni momento dell’anno.

Lo Sri Lanka, dopo l’India e la Cina, è il terzo paese del mondo che esporta più quantitativo di té. Si può tranquillamente affermare che vivono principalmente di questo.


Fabbrica del té, tutti i procedimenti

Prima di iniziare la spiegazione vorrei fare un breve accenno alle bellissime geometrie delle piantagioni di té che ho osservato dal treno Ella-Kandy. Sono le più scenografiche!

Asciugatura

Durante la visita alla fabbrica del té, ci è stato spiegato che il procedimento successivo alla raccolta è l’asciugatura della pianta. Le foglie vengono pesate e disposte su delle griglie che rendono possibile un’asciugatura rapida dopo soli 15 minuti d’esposizione ad un circolo d’aria artificiale che permette l’evaporazione dell’acqua presente.


Fermentazione e macinatura

Il nostro giro all’interno della fabbrica del té continua. Dopo la macinatura, le foglie vengono fatte cadere in enormi contenitori e durante questo processo si arricciano.

Successivamente vengono lasciate fermentare in un ambiente umido. Inizia così il processo chimico di ossidazione che è la causa del cambiamento di colore.


Essicazione

Successivamente la foglia del té viene trasportata in una fornace dentro la quale circola aria caldissima. Grazie a questo procedimento, il processo di ossidazione viene arrestato e il té sarà finalmente in grado di conservarsi a lungo. (circa un anno)


Smistamento

E qui arriviamo alla fase finale del processo di lavorazione. Grazie ad un macchinario composto da reti forate e sovrapposte tra loro, i frammenti più sottili cadranno nella zona più bassa, facendo capire all’esperto che è proprio quello il té più pregiato e ricco di teina e altri elementi salutari.


Riflessioni e conclusioni sulla gita alla fabbrica del té

Se dovete partire per lo Sri Lanka e vi state chiedendo cosa vedere ad Ella o cosa vedere a Kandy, prendete in considerazione l’opzione di visitare una fabbrica del té. A parte le tante cose che si imparano, si arriva ad apprezzare un po’ di più la vita lavorativa che l’occidente offre.

Mentre camminavo all’interno dell’azienda ho osservato la condizione degli operai: niente scarpe antinfortunistiche per evitare incidenti. Gli operai lavorano a piedi scalzi, quindi la possibilità di farsi male è nettamente maggiore rispetto alle fabbriche italiane. Mancanza di aria condizionata e ciò non è da sottovalutare date le elevate temperature dell’isola. Ci sarebbe da dire molto altro ma eviterò di approfondire perché non voglio che si perda il vero nocciolo dell’articolo.

Il punto è che questa esperienza mi ha insegnato a ringraziare la parte del pianeta in cui vivo per le norme messo in atto a favore del lavoratore. Quello che cerco di trasmettere al pubblico italiano è che prima di lamentarsi del proprio lavoro o del proprio “luogo” di lavoro, bisognerebbe conoscere le condizioni lavorative di questi posti lontani e imparare ad apprezzare di più ciò che abbiamo brontolando di meno 🙂

Vi lascio il link del video girato in Sri Lanka: https://www.youtube.com/watch?v=AsGfzrt-sck&t=8s


Concludo con una frase di Okakura Kakuzo presa da “Il libro del té”: La filosofia del té è igiene perché richiede la più rigorosa pulizia; è economia perché dimostra che il benessere risiede nella semplicità piuttosto che nel complicato e pretenzioso; è geometria morale, in quanto definisce il rapporto tra i nostri sentimenti e l’universo”.

In viaggio con me

C'è tanta gente infelice che tuttavia non prende l'iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l'animo avventuroso di una donna non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l'avventura.

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