Quando ho iniziato a girare il mondo non più come una turista ma come una viaggiatrice, mi sono scontrata con delle realtà crude. Impensabili. Fredde, assurde. Se sapeste quante volte mi si è spezzato il cuore. Quante volte ha sanguinato. Quante volte si è fermato anche se ero viva e attenta dinnanzi a tutti quei bambini che ho incontrato in condizioni disastrose. Quante infanzie rubate…Ho iniziato ad interessarmi a questo tema tornata dall’India, il paese che mi ha frantumato l’anima.

infanzia rubata


I dati sulle infanzie rubate

Viaggiare non è solo piacere. Ci si scontra spesso con temi importanti e delicati. Ci si ritrova ad osservare le condizioni che alcuni popoli sono costretti a subire giorno dopo giorno. Il maltrattamento dei minori sta raggiungendo apici altissimi e anche l’Italia ne è oppressa, in particolar modo il sud italia. La parte del nostro paese che più amo. Che fa parte di me. Che ha due facce. La fase più bella, e sicuramente la più delicata e determinante nella vita di un essere umano, è quella dell’infanzia. E’ un periodo che va assolutamente protetto.

Rimane fortissimo il divario fra nord e sud sul tema in questione. Puglia, Calabria, Sicilia e Campania sono le regioni che posseggono i dati più allarmanti. Quest’anno anche l’Abruzzo e il Lazio presentano condizioni critiche, mentre in Molise la situazione sta subendo un netto miglioramento.


Le regioni migliori 

Fortunatamente regioni come Emilia Romagna, che in questo momento si trova in classifica come la più efficiente, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Toscana riescono a controbattere bene queste difficoltà. I dati che ora vi riporterò vi faranno mancare il respiro. Credo che solo chi è genitore può comprendere quanto sia devastante ciò che sto per comunicarvi: sono un milione e 208 mila i minorenni che vivono in povertà assoluta in Italia. Siamo al sesto posto tra i paesi con le peggiori ed atroci performance in Europa con il 32,8 % di bambini a cui le infanzie sono state rubate e subiscono esclusione sociale.


La situazione nel Sud Italia in merito alle infanzie rubate

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Amo la mia città. Amo la mia Napoli, e proprio per questo motivo non posso negare e accettare che sia fra le città di questo paese che risente di una fortissima vulnerabilità a livello sociale e materiale. A seguito anche Palermo e Catania. E’ l’indice regionale sul maltrattamento all’infanzia in Italia di CESVI a fornire questi dati spiazzanti.


Povertà: colei che ruba le infanzie dei bambini

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Quando sentiamo notizie così brutte ci chiediamo sempre perché accade tutto questo. Quale sia la causa. Di chi sia la colpa. Credo se lo chiedano anche i bambini che stanno subendo tutto questo. Hanno la capacità di comprendere quello che gli accade e che tutto questo non è ammissibile. Siamo noi che non vogliamo ammetterlo a noi stessi. L’essere umano è stato creato con la capacità di chiedersi perché, per dare dei motivi a ciò che gli succede. Anche gli infanti riescono a fare paragoni tra il proprio vissuto e quello di un loro simile. Riescono a percepire che c’è qualcosa che non va e che ci sono delle differenze.

La povertà è la principale responsabile delle infanzie rubate. Non determina in modo diretto forme di maltrattamento infantile ma costituisce un fattore di rischio e predittivo per le violenze minorili, e nei casi peggiori viene utilizzata come giustifica alla trascuratezza del bambino.

C’è una stretta connessione tra la povertà e le angherie e per povertà non si intende solo quella economica, ma anche quella emozionale, relazionale ed educativa. In una situazione familiare con grossi problemi economici è quasi scontato che ci si sfoghi sul “più debole e il più indifeso”. La tensione viene sfogata sui bambini e di conseguenza gli viene rubata l’infanzia. Un momento importante in cui i piccoli devono legarsi e stringersi il più possibile ai genitori, vederli come figure protettive e non come delle minacce alla propria esistenza e felicità.


Come dovrebbe essere l’infanzia per un bambino

L’infanzia è il momento del gioco, della spensieratezza. Non dovrebbe essere uno scenario di urla, pianti, violenze, sorrisi di circostanza e forse neanche quelli. Nel piccolo/a si spezza qualcosa. Un qualcosa di invisibile che non si potrà ricucire e che nella maggior parte dei casi porterà ad un’adolescenza problematica e di conseguenza ad un vissuto complesso da gestire all’interno di una società esigente nei confronti delle relazioni che ti obbliga ad avere: quella lavorativa, familiare o amorosa. Il problema delle infanzie rubate si riscontra anche nelle classi sociali più alte e non solo in quelle povere.


Difficile trovare una conclusione per questo argomento. Posso solo dirvi cosa sogno. Sogno un mondo senza più violenza. Un mondo di giustizia e di speranza. Sogno la fine delle infanzie rubate. Spero di poter viaggiare con frivolezza. Senza chiudere gli occhi per il dolore. Senza girare lo sguardo per il disagio.

In viaggio con me

C'è tanta gente infelice che tuttavia non prende l'iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l'animo avventuroso di una donna non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l'avventura.

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