Vorrei tanto dirvi che vivere l’India sia più semplice di quello che raccontano. Vorrei tanto dirvi che dopo aver passeggiato per Nuova Delhi o per Varanasi tornerete in albergo con la leggerezza nel cuore, cosa che di solito si percepisce durante il viaggio, ma non sarà così. Vorrei tanto rassicurarvi che l’unica cosa che ricorderete è lo splendido Taj Mahal. Non è così. Non ero pronta per questo paese. Sono tremendamente immatura di fronte a tutti questi problemi. Di fronte a delle struggenti verità. L’India è il paese che mi ha frantumato l’anima…l’ha presa in mano e la strappata a metà come si fa con un foglio vecchio.

paese che mi ha frantumato l'anima

E’ stato come ricevere un grosso pugno in faccia. Un pugno morale che mi ha svegliato sotto tanti aspetti. Se cercate un posto nel mondo in cui cambiare opinione sulla vita e sulle difficoltà che essa ci pone, allora venite qui. Veniteci subito. Veniteci se siete viziati. Veniteci se siete snob. Veniteci se il vostro unico problema la mattina è comprare l’ultimo cellulare, se volete una casa più grande, se volete l’ultimo modello di auto.


Viaggio in India, il paese che mi ha frantumato l’anima

Non vorrei che dopo questo articolo pensaste che non mi sia piaciuta. L’India è stupenda. Possiede uno dei patrimoni dell’umanità e tantissime altre meraviglie culturali e architettoniche. Oggi mi è stato chiesto dalla mia community su Instagram di produrre un contenuto emozionale. Di trascinare il lettore nelle viscere di questi luoghi così lontani dalla nostra quotidianità.

Scesa dall’aereo ero entusiasta di essere arrivata e di vedere tutte le meraviglie che mi ero prefissata nei mesi precedenti. Cavolo che sciocca. La gente lotta ogni giorno, ogni minuto e ogni secondo per vivere. Per mangiare. Per bere. Per restare viva. E io come una cretina perdevo tempo a preparare un itinerario di viaggio per visitare l’India, senza pensare a come preparare il cuore a quello che avrei visto.

E’ stato un viaggio scioccante per il livello di emozioni che ho sentito dentro. Rabbia. Sconcerto. Dolore. Risentimento. Perché la rabbia? Perché non è giusto che dei bambini siano pelle e ossa e che cerchino nel pattume qualcosa da mangiare o che dormano per strada sbarrando gli occhi ad ogni rumore per la paura di essere investiti da qualche tuk tuk o camion. Perché sconcerto? Perché è assurdo che il loro unico momento di pace mentale sia quando assumono delle droghe. L’uomo dovrebbe sentirsi felice senza questi metodi. Perché dolore? Perché vedere una persona che sta morendo di fame per strada è straziante. E io non potevo fare niente.

Non sono problemi che riesce a risolvere un essere umano. Solo qualcuno più potente di noi può risolvere tutto questo…non conosco il credo di ognuno di voi. Per quanto mi riguarda posso dirvi che ho sempre creduto nell’esistenza di un creatore che porrà fine a tutto questo sgomento. Perché risentimento? Perché per colpa dell’uomo, questo paese mi ha demolito l’anima in maniera irreversibile.


Un luogo che mi ha sbriciolato il cuore

Prima del 2 marzo non avevo mai considerato gli alberghi come un rifugio. Dopo qualche ora che giravo per le strade sentivo la necessità di rinchiudermi fra 4 mura e di non avere più a che fare con i miei inquietanti pensieri. In molti mi hanno chiesto se fosse un posto pericoloso data l’estrema povertà. Ho sempre risposto di no. Le persone vivono la giornata e sembra che riescono a farlo serenamente e con la concezione che per loro, tutto questo soffrire, si chiama vita. Non se la prendono con nessuno. Le religioni indiane, pur nella loro molteplicità, concordano nel vedere nel mondo e nella vita un’illusione e una condanna.

Quando mi chiedono se mi è piaciuta l’India rispondo si e no. Quando mi chiedono se andarci rispondo nella stessa maniera. E’ un paese di enormi e troppo forti contrasti. E’ impossibile dare un consiglio del genere…Non vi conosco intimamente. Non so cosa c’è nel vostro cuore. Non conosco la portata dei vostri sentimenti più intimi.

Dipenderà solo da voi come viverla. Io cerco sempre di stare a contatto con il popolo che visito per tentare di capirlo. Ho scelto i quartieri più degradati per avvicinarmi a loro. Potevo anche scegliere alberghi a 7 stelle ma cosa avrei compreso? Si viene in India per tentare di acquisire un’altra concezione di vita, non per sfoggiare il proprio denaro. Andate alle Maldive se avete voglia di spendere e spandere. Questo non è il paese giusto. Qui si viene per riflettere…si viene in questo paese per distruggere la propria anima e ricucirla un po’ meglio di come è cresciuta.

Potrei andare avanti per ore ma il mal di stomaco non me lo permette e le lacrime bagnano la tastiera. Ho voglia di riprendermi e di non pensare troppo. Voglio tentare di tornare in Italia con la leggerezza del viaggio dentro il cuore, pregando per queste persone e pregando che tutto questo degrado presto smetta di esistere.


L’India è un luogo ricco di tradizioni e di cultura e di saggezza millenaria che si tramuta in proverbi di forte spiritualità, fonte d’ispirazione per tanti momenti della nostra vita. Concludo dicendo che anche se questa terra mi ha frantumato l’anima in un milione di modi, tornerei ancora e ancora. Non c’è limite alla conoscenza del proprio io. Non so se fra qualche anno potrà rendermi migliore. Come cita un proverbio indiano: “La vera nobiltà sta nell’essere superiore alla persona che eravamo fino a ieri” e io grazie a lei, sono migliore.

In viaggio con me

C'è tanta gente infelice che tuttavia non prende l'iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l'animo avventuroso di una donna non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l'avventura.

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