La vita. Che sfida continua. Per alcuni in male, per altri in bene. Non decidiamo il nostro cammino, eppure quando ci si presenta davanti troviamo spesso modo e maniera di fronteggiarlo. Grazie ai canali social sto scoprendo persone che si sono sapute costruire una vita straordinaria, un’esistenza da raccontare ed ammirare. Una vita degna di essere spiegata. Dave la definisce: “Il mio secondo tempo” … La vita gli ha dato nuove sfide e traguardi da superare e anche se non è stato facile ci sta riuscendo brillantemente.

Davide catturò la mia attenzione grazie alle stories di Eric, conosciuto dai mantovani come “I have a trip”, postate sul social media più gettonato del momento (Instagram). Eric ci parlò di un certo Dave, un suo amico, che gli avrebbe tenuto compagnia per un breve periodo di tempo e con il quale avrebbe affrontato il trekking sull’Himalaya.

 

Il mio secondo tempo, nuove sfide e traguardi

Quando lo ha inquadrato nei suoi video, la sorpresa e lo stupore sono state due emozioni difficili da descrivere… Voglio che ascoltiate questo racconto, sotto forma d’intervista, direttamente dal protagonista e sono sicura che il vostro cuore palpiterà quanto il mio.


Il mio secondo tempo, nuove sfide e traguardi

 

Chi sei e quanti anni hai

Mi chiamo Davide Rossi, ho 38 anni e sono di Ostiglia, un piccolo paese nella provincia di Mantova. Nella vita porto avanti l’azienda di famiglia, una piccola carpenteria metallica fondata nel 1972, adoro lo sport, mi piace scrivere e amo viaggiare.


Raccontaci del tuo incidente

Nell’aprile del 2009 ho avuto un incidente stradale in motocicletta. Mi trovavo nelle montagna del Trentino Alto Adige. In quell’occasione ho subito l’amputazione di una parte della gamba destra.

È stato un percorso molto difficile e complicato ma grazie all’amore della mia famiglia, degli amici e delle persone a me care ho saputo superare questo grande cambiamento e ripartire per “il mio secondo tempo”, accettando le nuove sfide e traguardi che la vita aveva in serbo per me.
L’amore che nutro nei confronti della vita ha giocato un ruolo fondamentale; mi sono sempre posto nuovi obiettivi e ho fatto il massimo per raggiungerli, anche se a volte poteva sembrare impossibile. Questo atteggiamento mi ha stimolato moltissimo.


Come organizzi i tuoi viaggi?

Quando organizzo un viaggio presto attenzione a non dimenticare le protesi e tutti i componenti che mi serviranno per poter camminare, fare il bagno nel mare o andare in bicicletta.

Solitamente organizzo le mie vacanze in completa autonomia utilizzando internet.  Non mi pongo grossi limiti. Prenoto e mi butto all’avventura. Prima di un tour cerco di non sforzare la gamba inutilmente. Non esagero né durante gli allenamenti né al lavoro. Questo mi permette di partire riposato e con meno dolori.


Dopo quanto tempo hai ricominciato a viaggiare?


Il primo viaggio l’ho fatto dopo nove mesi dal mio incidente. Utilizzavo ancora le stampelle ed ero ancora tremendamente dolorante. A volte mi capitava di sentirmi dire che non ce l’avrei fatta e che dovevo accantonare l’idea di girare per il mondo e questo mi ha dato ancora più stimolo e determinazione. Sono volato via dall’Italia tantissime volte e ho dimostrato a tutti il mio secondo tempo e che nella vita le nuove sfide e traguardi si possono superare a testa alta. Basta crederci e volerlo.

Toccare con mano la disperazione mi ha dato una grandissima spinta interiore. Mi sono rimboccato le maniche e ho affrontato la vita con positività. Tutto questo mi ha insegnato che con la testa puoi arrivare a fare qualsiasi cosa. Ho imparato che la vita è un dono troppo grande e che non va sprecata, qualsiasi siano le avversità che incontreremo sul nostro cammino.


Quale consiglio ti senti di dare a chi sta leggendo le tue parole?

 

Se dovessi dare un consiglio a chi, come me, si è trovato ad affrontare situazioni all’apparenza insormontabili, direi di non smettere mai di sognare e arrendersi.
Nove anni fa, non mai avrei immaginato di arrivare a fare paraciclismo, correre ancora o scalare l’Himalaya. Ne vado davvero fiero. Ho imparato che dalle situazioni tragiche possiamo comunque trarre qualcosa di buono e insegnamenti preziosi.
Sono le situazioni più difficili a far sì che, persone normali, possano realizzare cose straordinarie.


So che hai scritto un libro. Come si intitola e dove possiamo acquistarlo?

Il mio libro si intitola: “La forza di vivere ancora” e può essere ordinato direttamente in tutte le librerie LaFeltrinelli oppure online sia in formato cartaceo che in formato eBook, sulle principali piattaforme come Amazon, Ibs e il mio libro.


Che incredibile audacia. Amo riempire il mio blog di interventi così utili e preziosi. Vedo spesso persone lamentarsi di problemi inutili, quando ci sono esseri umani con problemi “veri” e tangibili che combattono giorno dopo giorno, anno dopo anno. Dave è un combattente. Ha uno splendido sorriso e una grinta difficile da spiegare a parole. Spero di conoscerlo di persona ma non davanti ad un caffè…no…macché…spero di vivere un viaggio assieme a lui con lo zaino sulle spalle e la passione per il mondo nel cuore…

Viaggiatori si nasce, non lo si diventa.

In viaggio con me

C'è tanta gente infelice che tuttavia non prende l'iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l'animo avventuroso di una donna non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l'avventura.

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