Ho pensato molto al titolo di questo articolo. Non è facile per me parlare di un argomento di questa portata. In fondo io che cavolo ne so della guerra? Non ne ho mai vista una. Come posso capire che sentimenti suscita nelle persone, che vedono morire i propri cari, a causa di un problema politico? Non ho mai sentito grida di disperazione.  Il solo pensiero mi paralizza.

Un grido di disperazione

Ho studiato le conseguenze che una guerra può portare nel mondo e nelle persone, a livello fisico, mentale, emotivo, sociale ed economico. La verità è che la guerra non si può spiegare, non si può capire o immaginare.


Un grido disperato, la guerra colpisce ancora

Pochi giorni fa un mio collega mi ha condiviso una notizia scioccante. Due ragazze europee sono state trovate senza vita in Marocco. Erano in vacanza e volevano fare escursionismo nei pressi del monte Toubkal. Non ho potuto trattenere le lacrime. Quello che più mi ha sconvolto è stata la frase dell’uomo francese nel video diffuso in rete: “Questo è per la Siria”.

Una frase che racchiude vendetta. Una frase secca. Corta. “Questo è per la Siria”. I miei genitori mi hanno insegnato che quando c’è un problema, grande o piccolo, fra due persone o popoli la colpa non è mai di uno solo. La colpa è sempre di entrambi. Non sono qui per parlare di politica e per schierarmi dalla parte di qualcuno. Non sono qui a fare del patriottismo. Siamo tutti uguali e siamo tutti fratelli e sorelle e chi mi conosce sa che detesto qualsiasi forma d’odio e violenza.

Il meccanismo della guerra è semplice tanto quanto crudele: “Tu ferisci me, io ferisco te”. Nessun punto d’incontro. Nessuna comprensione per chi deve subire tutto questo, a causa di qualcun’altro…a causa di un conflitto non risolto e di un pensiero troppo diverso che non è stato accettato…e così anche due ragazze, che forse neanche pensavano a questi disordini sociali e politici, hanno subito torti irreparabili e di conseguenza uccise, travolte da un odio “generalizzato”. Non c’era nulla di personale o di specifico. Erano odiate a prescindere. Mal viste. Non volute.


Le grida disperate degli innocenti

Questa battaglia scoppiata all’improvviso ha coinvolto anche chi non c’entrava, perché questo è lo scopo dell’odio: accecare le menti. La vita di due ragazze che volevano vivere la frivolezza del viaggio, è stata stroncata brutalmente e improvvisamente. Due ragazze che non avevano pregiudizi e che volevano godersi una semplice vacanza in Marocco. Altre due vittime di questa guerra, che dal 2011, sta togliendo la vita a chi vorrebbe far scorrere la propria in tutta tranquillità, a chi alla guerra non ci vuole pensare e non ne vuole far parte eppure si trova ugualmente invischiato.

Partiamo per un viaggio pensando al divertimento. Nessuno vorrebbe sentire grida di disperazione come quelle a Barcellona, o a Parigi o prima ancora a Nizza. Gli attentati terroristici lasciano il vuoto dentro  a chi li subisce e a chi li osserva da dietro uno schermo.


Stanca

Mi ferisce vedere persone che desideravano organizzare un viaggio in Marocco cambiare meta per colpa di questa notizia. Il Marocco è un paese straordinario abitato da persone piacevoli, ospitali e gentili, e come ogni luogo del mondo, ha una sua parte di problemi e criminalità. Credo fermamente nel detto che cita: “ogni posto è paese”. Il problema è che non vogliamo riconoscere le nostre colpe e siamo ciechi dinnanzi ai nostri difetti.

Sono così stanca di vedere tutto questo. Prego per gli abitanti della Siria e prego anche per il mio popolo. Prego che tutto questo finisca e di tornare a viaggiare serena e ovunque e di vedere posti che sogno ma che forse non avrò mai la possibilità di visitare a causa dell’odio.

In viaggio con me

C'è tanta gente infelice che tuttavia non prende l'iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l'animo avventuroso di una donna non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l'avventura.

2 Comments
  1. Mi è piaciuto il tuo articolo perché , a differenza di come fanno molti e come tu stessa hai scritto, hai parlato in generale. Senza essere offensiva. Io dico solo una cosa in più… Che magari non è così politicamente corretta. Purtroppo , secondo me, la storia ci insegna che la violenza e tutto ciò che ne consegue prolifera in luoghi colmi di ignoranza. Dove c’è mancanza di cultura e l’unico strumento a disposizione è attaccare a prescindere. Come fanno i bambini. Vogliono un gioco. Se lo prendono e lo picchiano in testa all’amico perché ” è mio”. Poi i bambini crescono. E maturano. Se sono in una società che educa e insegna. Altrimenti rimarranno infanti a vita. Questo è uno dei problemi. Molti paesi non hanno ancora raggiunto quel livello di maturità e compromesso.

    1. Sono contenta che ti sia piaciuto. Volevo, nel mio piccolo, tentare di abbassare il razzismo che si è creato a causa di questa notizia e far capire alle persone il “perché” si sia scatenato un omicidio così efferato. Grazie per averlo letto! Un abbraccio grande.

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