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museo del bottone
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L’ho detto e ridetto tante volte: su in viaggio con me troverai solo cose super fighe e la mostra di cui ti parlerò oggi è una di queste 🙂 Sai bene che non amo dare spazio ai musei ma se, scodinzolando per il mondo o per l’Italia, ne scopro uno particolare ne parlo super volentieri. Avevi mai sentito parlare del museo del bottone?

Si trova a Santarcangelo, in Romagna, e mi ha davvero stupita: piccolo, grazioso, essenziale ma soprattutto unico al mondo!

Come la prenderesti se ti dicessi che la storia può essere raccontata e divulgata anche grazie alla testimonianza dei bottoni? Tieniti pronto/a perché ti racconterò un sacco di cose interessanti 🙂

Museo del bottone: un modo diverso per raccontare la storia

La storia può essere raccontata in tanti modi e tramite svariati oggetti e questa volta a raccontarcela sono proprio i bottoni.

Questa mostra è davvero unica e in Italia la troverai solo qui, nella bellissima Santarcangelo! Ho scoperto questo museo per caso. Stavo passeggiando per la cittadina con la mia amata reflex tra le mani e baby sulle spalle, il mio zainetto da 20 litri, quando la mia attenzione è stata catturata dalla scritta: “Museo del bottone“.

Così, sono entrata per dare un’occhiatina e dopo 5 minuti è scattato qualcosa dentro di me: dovevo scrivere un articolo e farlo conoscere ai miei lettori, et voilà…ora scoprirai tutto su questa mostra molto particolare 🙂

Storia e fondazione del museo del bottone

Il fondatore, Giorgio Gallavotti, mette alla luce il museo del bottone, durante una lezione di un seminario intitolato: “La memoria materiale della moda”.

Giorgio, era titolare di una merceria aperta dal padre nel lontano 1929. Al suo interno trovò scatole e scatole di bottoni che espose durante due eventi organizzati nel 1996. Nel 2001 l’amministrazione comunale decise di premiare la passione e il duro lavoro di Gallavotti, facendogli esporre la collezione all’interno di un negozio del centro cittadino.

Il museo del bottone apre 10 anni fa e la crescita dei visitatori è in continuo aumento. Si contano ben 65.000 presenze annue.

La collezione è molto ricca e gran parte arriva dall’archivio del padre di Giorgio. Penso sia doveroso esprimere i miei sentiti complimenti alla famiglia Gallavotti per aver trasformato la propria passione in un qualcosa di concreto e utile.

L’11 marzo, Yuuka Miyazono, ha organizzato un viaggio in Italia dal Giappone proprio per visitare la mostra! La donna ha donato al museo un bottone moderno di estrema bellezza ed importanza.

La mission

Il museo del bottone nasce con l’intenzione di portare ai suoi visitatori leggerezza unita ad un tocco di gusto e al conoscimento del giusto valore di questi piccoli ed eleganti oggetti.

I materiali dei bottoni rivelano la loro provenienza sociale ed epoca storia e dopo attente analisi, si arriva a capire il vissuto di questi piccoli accessori che molti giudicherebbero inutili.

La cittadina romagnola mi ha portata indietro nel tempo con un tocco di chic e soprattutto di originalità. Moltissimi appassionati continuano a donare al museo dei bottoni d’epoca, contribuendo all’approfondimento di una collezione unica in tutto il mondo!

Se hai bisogno di info su questo posto, clicca qui.

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In viaggio con me

C'è tanta gente infelice che tuttavia non prende l'iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l'animo avventuroso di una donna non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l'avventura.

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